Starter: Mestre

Si parte da qui, Mestre con la sua storia passata di illustre “cugina” di una Venezia lussureggiante, con il suo presente però indeciso e annoiato e i locali che mancano, i riferimenti non sono più gli stessi anzi non ci sono, un vero peccato.

Ponte di Rialto, Venezia

Impossibile non legare locali a momenti di vita passata, luoghi che sono rifugio, chi non ha mai apprezzato un bar, un’osteria o un ristorante per la sua riservatezza, la calma e gente rilassata? Non che io non viva nella realtà, ma quello che c’è di vero è che noi viviamo vite che vanno veloce e non abbiamo mai tempo di fermarci a goderci qualcosa. Forse l’unico momento è la tavola, chi a casa propria e chi fuori; anche Mestre poteva dire la sua da questo punto di vista.

Non è questo il luogo per pubblicizzare chi merita e chi no, ma a me piace raccontarvi cosa c’era una volta e cosa è ancora capace di far brillare gli occhi. Noi siamo quelli che siamo grazie a quello che abbiamo imparato nel passato, il futuro invece è imprevedibile e quindi meglio fermarsi a mangiare e sorridere, anche da soli, meglio con le persone che amiamo.

Mestre era la Trattoria dall’Amelia, Dino Boscarato aveva costruito intorno alla sua cucina tradizionale un successo incredibile. Autori da tutta Italia per ” A cena con l’autore”, avevano fatto conoscere un locale che è stato emblema per anni della cucina locale. 52 anni di tradizione e una stella Michelin non si buttano così, eppure nel 2013 ha dovuto chiudere. Vi sembrerà assurdo ma io sono cresciuto in anni gloriosi per la cucina a Mestre, ogni mattina andavo a scuola, vedevo la scritta su quell’edificio giallo e mi immaginavo questa Amelia(ex proprietaria della struttura ceduta nel 1961 a Boscarato) cucinare tutto il giorno, è con la fantasia che i sogni diventano realtà ricordatevelo. Ora questa storica struttura ospita l’ Amelia romana, ristorante che si decida alla tradizione romana, niente di più lontano dalla nostra cultura ma pare sia una moda degli ultimi tempi.

Trattoria dall’Amelia, ora Amelia Romana

A Mestre cosa troviamo ora? Poche cose, la scorsa domenica sono rimasto stupito di mangiare per la prima volta all’Ombra del Gabbiano. Non avrei dato molto a quel locale che vedevo quando passeggiavo in centro con mia madre. Mi sono dovuto ricredere, ho mangiato del buon pesce, in un posto frequentato da mestrini e pieno in una domenica qualunque di febbraio. Quello che però stupisce di più è come oramai Mestre viva totalmente all’ombra di Venezia, svuotata del suo nucleo e di persone pur essendo molto popolata, con un sindaco Venezia-centrista troppo impegnato All’Ombra del Gabbiano è un locale di una volta, sincero e genuino, non mancano la cortesia che contraddistingue il territorio, saper friggere ancor di più. Cosa potete mangiare? A parte il fritto veramente consigliato, le Capesante al brandy per quanto possano sembrare banali, hanno un loro perché, in una porzione gustosa ma non esagerata. Le seppie in tecia erano buone e sincere, la polenta un filo meno ma non essendone un’amante ne ho solo notato la presenza! Bigoi freschi con acciughe , freschi per davvero. Conto onesto, anche troppo!

Interno de All’Ombra del Gabbiano

Questa prima puntata è proprio uno starter, abbiamo visto cosa c’era e cosa troviamo ora a Mestre, la storia vs. contemporaneità. Sono banali esempi di come molto sia cambiato, il lustro degli anni Ottanta è finito e la realtà è che a Mestre non si mangia più bene come una volta, la realtà ha preso il posto della tradizione e questo può portare vantaggi per gli addetti ai lavori certamente, ma il GUSTO è il protagonista che manca. Quel gusto che in altre città io ho trovato in molti ristoranti, Verona da questo punto di vista ha molto da insegnare a Mestre, ma di questo parleremo più avanti.

Pubblicato da gianmarcocalfa

La cucina, le materie prime e la ricerca. Una passione da tanto tempo, il gusto per il cibo buono non banale.

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